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Le pendu (A. Jodorowsky)

Mi trovo in questa posizione perché lo voglio. Sono stato io a recidere i rami. Ho liberato le mie mani dal desiderio di afferrare, di appropriarmi delle cose, di trattenerle.

Senza abbandonare il mondo, me ne sono ritratto. Con me potete trovare la volontà di entrare in quella condizione in cui non esiste più la volontà.

Lo stato in cui le parole, le emozioni, le relazioni, i desideri, i bisogni non vi tengono più legati.

Per slegarmi ho spezzato tutti i legami, tranne quello che mi legano alla Coscienza.

Ho la sensazione di cadere eternamente verso me stesso. Mi cerco attraverso il labirinto delle parole, sono colui che pensa e non ciò che viene pensato. Non sono i sentimenti, li osservo da una sfera intangibile dove regna soltanto la pace.

A una distanza infinita dal fiume dei desideri, conosco soltanto indifferenza. Non sono un corpo, ma colui che lo abita. Per arrivare a me stesso, sono un cacciatore che sacrifica la preda.

Ritrovo l'azione bruciante nell'infinita non-azione. Attraverso il dolore per trovare la forza del sacrificio.

Commenti

I Maestri ci aiutano a trovare la strada, ma soltanto noi possiamo percorrerla.L’energia infinita che esiste dentro di noi, faro centrale nei meandri dell’inconscio, èl’unica che ci possa guarire.A J.

Miglior prologo non era immaginabile...SoreMapi... :-)

Lo sai che Ojo D'Oro è una passione condivisa !!!!:-)

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Mi dispiace non riesco a leggere altro che: "Attraverso il dolore per trovare la forza del sacrificio" .......perdonatemi.....

Sintesi assoluta, di una sensibilità assoluta.
Ecco il mio commento a quanto hai scritto, mia carissima Berny...

nn

emmm! penso che sia solo...la mia ignoranza! grazie comunque!

Magari fossero tutti così...Allora !!!!!!!!!!!

Neglii ultimi 15 giorni ho avuto conferma di quanto importante sia il legame con la coscienza ma...se da una parte mi sento "assolta" nell'essermi divincolata da cose e persone a cui non mi sentivo più legata da " emozioni, le relazioni, i desideri, i bisogni"(una specie di repulist necessario) dall'altra mi sento "coinvolta" nel provare dolore per gente sconosciuta,ESSERI UMANI che,pur lontani per territorio non lasciano indifferente la sfera del dolore.Ecco la coscienza che si ribella e urla forte"cosa puoi fare?"......

E' proprio vero: quant'è ingiusta la Natura!!! Oltre a non aver diviso il pane fra gli uomini, non ha diviso neanche la forza nel cuore degli uomini. Ha inondato il tuo e ne ha lasciati seccare molti. Perché non ha equamente diviso?

Tra quelli secchi ridotti a sterpaglie non c'è il tuo!!!Anzi...tu tra le sterpaglie cerchi affannosamente piccole gemme di ciliegi da curare :-)

Grazie alla tua presenza C.O.S.T.A.N.T.E.

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